EDIFICI DISMESSI E OBSOLETI ATTORNO ALL'EX-GRES
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Le periferie di Bergamo evidenziano da un lato l'integrazione dei Corpi Santi nella struttura urbana, dall'altro  la presenza di aree dismesse e edifici ERP obsoleti che necessitano di una rigenerazione

Oggi la città di Bergamo, presenta da un lato gli esiti dell’espansione urbanistica degli ultimi decenni, con l’integrazione dei Corpi Santi nella città e il consolidamento dell’area edificata, dall’altro i risultati dei cambiamenti nell’uso degli edifici, con la presenza di numerose aree dismesse, attualmente inutilizzate e in attesa di azioni di recupero.
In riferimento ai Corpi Santi, vale la pena sottolineare come, nonostante la costante e pervasiva espansione urbana, la loro struttura non sia stata completamente cancellata. Questo è conseguente sia alle norme dei Piani Regolatori e alla tutela esercitata dal Parco dei Colli sia alle dinamiche insediative indotte dalle logiche economiche e delle strutture della mobilità che hanno determinato aree elettive dello sviluppo urbano sui fronti strada, lungo le principali direttrici viarie, risparmiando le superfici verdi. Ciò permette ancora oggi di riconoscere i tratti caratterizzanti i Corpi Santi e di leggere la trama storica della rete di strade poderali che collegano le antiche contrade e i nuclei storici, affiancando le numerose rogge e seguendo le cortine verdi interpoderali. Sia per l’evoluzione urbana di tali luoghi sia per il forte senso di appartenenza dei suoi abitanti si può sostenere che il termine periferia non sia adeguato a descrivere alcuni sobborghi della realtà bergamasca. Qui, i Corpi Santi, ancora oggi, costituiscono il substrato storico che supporta e regge la reticolarità mediante l’ordito viario, l’elemento persistente nella loro evoluzione.